I metalli preziosi continuano il rimbalzo. L'argento guadagna quasi il 4%, mentre l'oro prosegue il movimento rialzista, raggiungendo il livello più alto da fine giugno. Nelle ultime tre sessioni di contrattazione, il prezzo dell'oro è salito di quasi 200 dollari, avvicinandosi ai 4.300 dollari l'oncia.
Il rally è stato sostenuto dai dati più deboli sul mercato del lavoro statunitense, dalla relativa debolezza del dollaro USA e dalle crescenti aspettative di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che potrebbe portare a una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente. Nonostante il forte recupero del sentiment, sia l'argento sia l'oro rimangono ancora ampiamente al di sotto dei massimi storici raggiunti all'inizio dell'anno.
I prezzi del petrolio sono diminuiti di quasi il 5% questa settimana, fornendo un ulteriore sostegno all'argento. Tuttavia, la possibilità di un accordo duraturo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz rimane incerta.
Gli investitori attendono ora la pubblicazione del rapporto statunitense sui Non-Farm Payrolls (NFP) di luglio, prevista alle 13:30 GMT. Il dato dovrebbe fornire indicazioni importanti sul futuro percorso dei tassi di interesse negli Stati Uniti e potrebbe generare un'elevata volatilità sia sull'oro sia sull'argento.
Un dato NFP più debole delle attese potrebbe sostenere ulteriormente i metalli preziosi, mentre un risultato superiore alle previsioni (il mercato si aspetta una crescita degli occupati pari a 80.000 unità, dopo le 57.000 di giugno) potrebbe innescare prese di profitto nel breve termine dopo il forte rialzo registrato negli ultimi giorni.
- Il rapporto ADP sull'occupazione di luglio, risultato più debole delle attese, ha ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre, sostenendo i metalli preziosi, sebbene il quadro generale dell'economia statunitense rimanga solido.
- L'economia globale continua a crescere a un ritmo vicino al 3% su base annua e rimane lontana da una recessione, offrendo supporto all'argento, che beneficia anche del suo ruolo crescente nelle infrastrutture dei data center legate all'intelligenza artificiale.
- Il Dollar Index (DXY) sta registrando un lieve rialzo oggi, ma rimane vicino ai minimi delle ultime sei settimane, in area 99,8, dopo il forte calo iniziato dal 25 luglio, continuando a rafforzare l'attrattiva relativa dei metalli preziosi.
- Un ulteriore sostegno arriva dalle notizie sui progressi nei negoziati tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se il quadro geopolitico complessivo in Medio Oriente rimane altamente instabile.
Grafico ARGENTO e ORO (timeframe giornaliero)
L'argento ha già recuperato circa il 20% dai recenti minimi locali ed è attualmente impegnato nel test di un'importante area di resistenza rappresentata dalla media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA50, linea arancione).
Una rottura al rialzo di questo livello segnerebbe il primo superamento dell'EMA50 da maggio. La successiva importante zona di resistenza si trova tra 68 e 71 dollari l'oncia, dove convergono la media mobile esponenziale a 200 giorni (EMA200, linea rossa) e il ritracciamento di Fibonacci del 23,6% relativo al movimento ribassista gennaio-febbraio.
Sul fronte ribassista, il livello di supporto chiave rimane quello dei 58 dollari l'oncia.

Fonte: xStation5

Fonte: xStation5
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