13:53 · 7 agosto 2026

Dollaro e Nasdaq di fronte a un test decisivo

Dopo la riunione della Fed di luglio, che non ha portato né a un rialzo dei tassi di interesse né a una maggiore chiarezza sulle future decisioni del Comitato, le aspettative del mercato su ulteriori rialzi dei tassi sono diminuite significativamente, determinando un indebolimento del dollaro e un rialzo dei mercati azionari.

Gli investitori sembrano dubitare sempre più che la comunicazione aggressiva (hawkish) del nuovo presidente della Fed sarà seguita da azioni concrete. Ricordiamo che quasi esattamente un anno fa, Warsh si era apertamente schierato con Trump, dichiarando a FOX News che la frustrazione del Presidente nei confronti della gestione della politica monetaria da parte di Powell fosse pienamente giustificata. All'epoca aveva criticato l'istituzione per essere stata troppo lenta nel tagliare i tassi di interesse e per aver dato eccessiva importanza ai dati economici retrospettivi.

Poiché la Fed deve garantire sia la stabilità dei prezzi sia il massimo livello di occupazione, eventuali segnali di raffreddamento del mercato del lavoro statunitense potrebbero portare a un'ulteriore revisione in senso accomodante (dovish) delle aspettative sul futuro percorso dei tassi negli Stati Uniti.

Tuttavia, negli ultimi anni il dato NFP ha spesso sorpreso positivamente: il dato principale (la variazione degli occupati nei settori non agricoli) ha superato le aspettative in 35 degli ultimi 50 mesi.

Quindi, cosa aspettarsi? O meglio...

...cosa sappiamo già sul mercato del lavoro statunitense?

Ultimo dato NFP

A giugno, il numero di posti di lavoro nel mercato del lavoro statunitense è aumentato di 49.000 unità, un dato significativamente inferiore alle attese (107.000). Si è inoltre verificata una consistente revisione al ribasso dei dati relativi ai due mesi precedenti (-74.000).

Tuttavia, la media mobile a tre mesi è rimasta su un livello solido (+111.000) grazie ai dati particolarmente forti di aprile e maggio. A nostro avviso, il calo registrato a giugno non rappresenta necessariamente un segnale di raffreddamento del mercato del lavoro statunitense.

Figura 1: NFP e componente occupazionale dell'indice ISM PMI (2020-2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.08.2026

ADP

I dati di luglio hanno sorpreso nuovamente al ribasso. Hanno mostrato la creazione di appena 44.000 nuovi posti di lavoro, un dato che, combinato con la revisione al ribasso della lettura di giugno (a 95.000), non alimenta un particolare ottimismo.

  • La divergenza tra il settore dei servizi (+47.000 nuovi posti di lavoro) e quello industriale (-3.000) si sta ampliando.
  • Il comparto istruzione e sanità rimane un pilastro della crescita (+36.000), mentre anche finanza (+10.000) e servizi alle imprese (+9.000) mostrano una buona tenuta.
  • È tuttavia evidente un rallentamento nei settori che in precedenza avevano trainato l'occupazione. Il comparto tempo libero e ospitalità ha perso 11.000 posti di lavoro (nonostante il Mondiale di calcio co-ospitato dagli Stati Uniti), mentre commercio al dettaglio e logistica hanno registrato una perdita di 8.000 posti.

La situazione relativa ai salari appare interessante.

  • La crescita salariale per i lavoratori che mantengono la propria posizione lavorativa si è stabilizzata al 4,4% su base annua.
  • Gli aumenti più elevati in questo gruppo hanno riguardato gli occupati nei settori finanziario (5,2%) e manifatturiero (5,0%).
  • Si osserva inoltre una significativa differenza in base alle dimensioni aziendali. Le microimprese (con meno di 20 dipendenti) stanno aumentando i salari solo del 2,4%, mentre le aziende medie e grandi garantiscono incrementi intorno al 4,7%.
  • La dinamica salariale per chi cambia lavoro è salita al 7,0%, il livello più elevato da agosto 2025.

Il ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro sta rallentando, ma è comunque coerente con lo scenario di un "atterraggio morbido" (soft landing). In molti settori trovare un impiego richiede più tempo rispetto al passato (la durata media della disoccupazione è salita a 26 settimane), ma questo non rappresenta un quadro completo della situazione. Nei settori chiave, infatti, i datori di lavoro continuano ad avere difficoltà nel trovare lavoratori qualificati.

JOLTS

È importante ricordare innanzitutto che i dati JOLTS vengono pubblicati con un ritardo di un mese rispetto agli altri indicatori. Pertanto, non rappresentano un quadro altrettanto aggiornato della situazione attuale dell'economia statunitense, soprattutto in un periodo caratterizzato da cambiamenti geopolitici così dinamici e da elevata volatilità nei prezzi delle principali materie prime energetiche.

Tuttavia, i dati di giugno si inseriscono nel quadro di bassa assunzione e bassi licenziamenti delineato ormai da mesi.

  • Il tasso di licenziamenti è rimasto su un livello molto basso, pari all'1,1%.
  • Anche il numero di dimissioni volontarie è rimasto contenuto (2%).

Richieste settimanali di sussidi di disoccupazione

Le nuove richieste di sussidio sono rimaste su livelli bassi (199.000). Un'altra lettura contenuta ha portato la media mobile a quattro settimane sotto la soglia delle 200.000 unità.

Vale la pena ricordare che due settimane fa le nuove richieste di sussidio sono scese al livello più basso dal 1969.

Su cosa si concentreranno oggi gli investitori?

Oltre al dato principale, che mostrerà la variazione degli occupati nei settori non agricoli (consenso: 80.000), l'attenzione sarà rivolta a:

  • le revisioni dei dati relativi agli ultimi due mesi;
  • il tasso di disoccupazione (consenso: 4,2%);
  • la crescita salariale, sia su base annua sia mensile (consenso: 3,5%; 0,3%).

Alla luce delle persistenti preoccupazioni sull'inflazione (inflazione al 3,5% e dato core al 2,6%), la crescita dei salari potrebbe attirare particolare attenzione. Il consenso prevede un dato intorno al 3,5%, il che implica una sostanziale assenza di crescita dei salari in termini reali.

Figura 3: Inflazione CPI USA e crescita salariale (2007-2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.08.2026

Un dato inferiore alle attese aumenterebbe i timori riguardo al consumatore statunitense, già piuttosto evidenti in questa fase. I consumi stanno avvenendo in larga parte a discapito del risparmio (il tasso di risparmio è sceso ad appena il 3%) e la loro crescita appare molto disomogenea.

La crescita dei consumi tra il quinto superiore dei percettori di reddito (il 20% più ricco) negli Stati Uniti, al netto dell'inflazione, ha raggiunto il 3,8% nel primo trimestre. Per il resto della popolazione (l'80% dei cittadini) è rimasta sostanzialmente invariata (+0,6%).

D'altra parte, una forte crescita dell'occupazione potrebbe rafforzare la posizione più restrittiva (hawkish) del FOMC, confermando la convinzione della necessità di ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

Il mantenimento di una situazione caratterizzata da "bassi licenziamenti e basse assunzioni" (low fire-low hire) dovrebbe consentire ai policymaker di concentrarsi pienamente sulle pressioni inflazionistiche, che rimangono ancora su livelli preoccupantemente elevati.

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