10:22 · 7 agosto 2026

Notizie del mattino: il petrolio torna a salire (07.08.2026)

Gli investitori attendono con impazienza novità sull'accordo tra Iran e Oman. I progressi in questo ambito sono significativi: l'accordo è attualmente al vaglio del Parlamento iraniano.

🛢️ Materie prime energetiche

Nonostante ciò, i prezzi delle principali materie prime energetiche sono tornati a salire.

  • Il prezzo del petrolio Brent si avvicina agli 84 dollari al barile, con un rialzo di circa il 7,5% rispetto ai minimi di mercoledì.
  • Anche il WTI è in rialzo, sebbene con un ritmo leggermente più contenuto, attestandosi poco sopra i 78 dollari al barile.
  • Anche il cosiddetto crack spread – ovvero la differenza tra il prezzo del petrolio greggio e quello dei prodotti petroliferi raffinati (come benzina e diesel) – rimane su livelli molto elevati. Per il WTI si attesta intorno ai 60 dollari, mentre per il Brent sfiora gli 80 dollari.
  • In aumento anche il prezzo del GNL (gas naturale liquefatto), che guadagna oltre il 10% rispetto ai minimi di mercoledì. Attualmente il gas naturale liquefatto scambiato sull'hub olandese TTF quota circa 58 dollari per MWh. Si tratta di un dato particolarmente rilevante per i Paesi europei, che stanno facendo i conti con livelli delle riserve ai minimi storici.

Figura 1: Prezzo e Crack Spread del petrolio WTI (2025–2026).

Fonte: Team di ricerca di XTB 07.08.2026

🌍 Geopolitica

Cosa c'è dietro questi movimenti?

Nell'ambito dell'accordo in fase di negoziazione con l'Oman per la gestione dello Stretto di Hormuz, l'Iran punta a introdurre un divieto totale di transito per le navi statunitensi e israeliane e a implementare un nuovo sistema di tariffe che includa, tra le altre cose, i costi assicurativi e ambientali. Inoltre, Teheran chiede che i Paesi considerati ostili versino un indennizzo speciale in cambio del ripristino dell'accesso alle rotte marittime.

Riteniamo che queste richieste incontreranno una forte resistenza da parte di Washington. Gli Stati Uniti, con ogni probabilità, insisteranno affinché venga mantenuta la piena libertà di transito attraverso lo Stretto, senza il pagamento di tariffe né la necessità di ottenere autorizzazioni aggiuntive.

Un ulteriore ostacolo alla stabilizzazione del mercato delle materie prime energetiche è rappresentato dall'escalation di altri conflitti in Medio Oriente, tra cui i violenti scontri che coinvolgono i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran nello Yemen e l'aumento delle tensioni con Hezbollah in Libano.

📈 Mercati azionari

Al momento non si osservano reazioni significative sui mercati azionari. I contratti futures sull'S&P 500 statunitense e sul DAX tedesco oscillano entrambi intorno ai livelli di chiusura di giovedì.

Figura 2: Dashboard del Nasdaq 100 (06.08.2026).

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.08.2026

I mercati azionari asiatici mostrano anch'essi un andamento privo di una direzione chiara. Lo Shanghai SE Composite cinese guadagna lo 0,8%, mentre il Nikkei giapponese (-0,3%) e il Kospi sudcoreano (-0,9%) registrano perdite.

Sebbene le pubblicazioni delle trimestrali più importanti previste per questa settimana siano ormai alle spalle, oggi sono attesi ancora alcuni risultati societari degni di nota. Prima dell'apertura di Wall Street saranno diffusi i conti del secondo trimestre di Under Armour, Take-Two Interactive e Wendy's.

🧈 Metalli preziosi

Nonostante l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato decennali nelle principali economie, i prezzi dei metalli preziosi sono tornati a salire.

  • L'oro quota circa 4.280 dollari l'oncia troy, mentre l'argento si attesta intorno a 62,7 dollari l'oncia.

Vale la pena sottolineare che a giugno si sono interrotti i deflussi di capitale dal più grande ETF statunitense sull'oro, lo SPDR Gold ETF. Dall'inizio dell'anno i deflussi avevano raggiunto quasi 15 miliardi di dollari. Gli investitori non sono ancora tornati ad acquistare in massa, ma questo potrebbe rappresentare un segnale di un possibile cambiamento del trend.

📈 Dati macroeconomici e politica monetaria

Oggi è attesa la pubblicazione del dato macroeconomico più importante della settimana. Alle 13:30 verranno diffusi i dati sui Non-Farm Payrolls (NFP), il principale indicatore del mercato del lavoro statunitense.

Poiché la Federal Reserve ha il duplice mandato di garantire la stabilità dei prezzi e il massimo livello di occupazione, eventuali segnali di rallentamento del mercato del lavoro USA potrebbero favorire un ulteriore orientamento accomodante (dovish) nelle aspettative sul futuro percorso dei tassi di interesse negli Stati Uniti.

In questa direzione sembrano indicare, almeno in parte, anche i dati ADP e JOLTS pubblicati nel corso della settimana, entrambi risultati inferiori alle attese del mercato. Tuttavia, si tratta di indicatori che, in condizioni normali, hanno un'importanza secondaria (come l'ADP) oppure vengono pubblicati con un notevole ritardo (come il JOLTS). Inoltre, negli ultimi anni la loro correlazione con il dato ufficiale dei Non-Farm Payrolls è stata relativamente contenuta.

Figura 3: Non-Farm Payrolls (NFP) e indice ISM dell'occupazione (2020-2026).

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.08.2026

Negli ultimi anni gli economisti hanno spesso sottostimato il numero di nuovi posti di lavoro creati nei settori non agricoli degli Stati Uniti. Il dato sui Non-Farm Payrolls (NFP) ha superato le aspettative in 35 degli ultimi 50 mesi. Inoltre, nonostante il dato debole di giugno (57.000 nuovi occupati), la media mobile a tre mesi rimane su un livello solido, pari a 111.000.

💱 Valute

Negli ultimi giorni abbiamo osservato un deciso rialzo della coppia EUR/USD, sostenuto, a nostro avviso, da due fattori principali:

  1. La mancata riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve a luglio e la mancanza di indicazioni chiare sulle prossime mosse del Comitato da parte del presidente Kevin Warsh.
  2. Il calo dei prezzi di petrolio e gas, favorito dal miglioramento del sentiment riguardo alla situazione geopolitica in Medio Oriente.

Nelle ultime ore il quadro sul mercato delle materie prime energetiche è però cambiato, contribuendo ieri a riportare il cambio EUR/USD in area 1,152, con un calo dello 0,2%.

L'evoluzione della situazione in Medio Oriente continua a rappresentare un fattore determinante per il mercato valutario, soprattutto in vista di una possibile firma dell'accordo tra Iran e Oman. Qualora ciò avvenisse, gli investitori seguiranno con particolare attenzione la reazione degli Stati Uniti.

L'attenzione dei mercati oggi sarà comunque concentrata soprattutto sulla pubblicazione dei dati Non-Farm Payrolls (NFP), anche alla luce del recente ridimensionamento delle aspettative del mercato verso una politica monetaria più accomodante da parte della Federal Reserve.

Figura 4: Variazione delle aspettative implicite di mercato sulla politica monetaria della Federal Reserve per la riunione di dicembre 2026 (2025-2026).

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.08.2026

I dati macroeconomici giustificano in una certa misura un rialzo dei tassi. La crescita dei salari sta accelerando (4,3% a giugno) e anche le aspettative di inflazione a un anno sono in aumento (secondo l'indagine della Fed di New York, a giugno hanno raggiunto il livello più alto dal 2023, attestandosi al 3,7%).

Anche le vendite al dettaglio stanno registrando una crescita sostenuta (6,7% a giugno). Tutti questi fattori potrebbero favorire il verificarsi dei cosiddetti effetti di secondo turno, un fenomeno a cui i banchieri centrali hanno fatto riferimento regolarmente negli ultimi mesi.

Figura 5: Inflazione CPI statunitense e crescita dei salari (2007-2026).

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.08.2026

È importante sottolineare, tuttavia, che la dinamica dell'inflazione core, attualmente il principale indicatore monitorato dal Comitato, sta rallentando (0,0% su base mensile a giugno, 0,2% su base mensile a maggio). Anche i prezzi di petrolio e gas hanno seguito una traiettoria discendente negli ultimi giorni.

₿ Criptovalute

Non si registrano cambiamenti significativi nel mercato delle criptovalute.

  • Da lunedì, il prezzo del Bitcoin si mantiene stabile in un intervallo compreso tra 64.000 e 64.500 dollari. Attualmente si trova più vicino al limite superiore di questa fascia.
  • Si osserva inoltre un lieve movimento rialzista per Ethereum, che dall'inizio della settimana ha guadagnato poco più dell'1%, portandosi intorno ai 1.900 dollari.
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